La materia prima dalla quale nasce la storia delle sedie di Vibrazioni artdesign è il materiale di recupero e più specificamente sono i barili di lamiera utilizzati in diversi settori dell’industria che spaziano dal petrolchimico all’alimentare. Questi barili dai colori sgargianti e dalle singolari serigrafie suggeriscono una moltitudine di combinazioni cromatiche e texture superficiali.

Avete mai provato ad osservare la superficie di un vecchio oggetto ed immaginare tutto il suo percorso di vita attraverso gli anni del suo utilizzo? Ogni ammaccatura, graffio o quant’altro contribuisce a formare la personalità propria di quel determinato materiale, che lo renderà unico rispetto ad ogni altro. L’obiettivo che ci poniamo è realizzare opere collocabili tra arte e design, rese uniche dalla caratterizzazione dei materiali che, in quanto recuperati, presentano variazioni di superficie ricche di memoria e contenuti.

Concepirne l’assemblaggio tramite principi di giunzione meccanica di base, quali saldatura e rivettatura, come se questi ultimi fossero parte integrante dell’estetica finale del prodotto. Niente viene coperto, camuffato o nascosto; lo scheletro diventa estetica e viceversa. Al tutto si unisce una particolare attenzione agli accostamenti cromatici e all’unione strutturale di forme vecchie con altre nuove, ricercando intenzionalmente un piacevole contrasto visivo; l’imperfetto diventa stile. La giusta combinazione dei fattori sopracitati rendono l’opera “viva”: il metallo diviene carne, la pelle mutevole. Chi si trova a contatto con esse dovrebbe carpirne le vibrazioni, percependo una sorta di parallelismo tra soggetto ed oggetto.

 

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